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9 luglio 2012 1 09 /07 /luglio /2012 14:34

Secondo incontro tra il movimento civico e il territorio, un momento per dialogare e per crescere insieme.

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Ieri mattina, presso i locali della parrocchia di Sant’Antonio a Sant’Anastasia, c’è stata la convention di Cittadini per il Parco, la seconda dalla nascita del movimento civico. Questa volta l’unione di associazioni, imprenditori e singoli cittadini fa il punto della situazione e offre, con la relazione del portavoce Giovanni Marino, non solo il resoconto delle attività del movimento ma anche lo stato dell’arte del Vesuviano e soprattutto del suo Parco Nazionale, il tutto messo sul tavolo della discussione e aperto alle critiche e ai suggerimenti dei presenti.

 

Il movimento ha in particolar modo espresso la volontà ad allargare il coordinamento ad altre realtà territoriali, almeno per quel che concerne i 13 comuni dell’area Parco, questo per una maggiore visibilità delle peculiari problematiche locali. A tutto ciò si è anche espressa la necessità di costituirsi in associazione, per superare quelle difficoltà legali dovute alla non riconoscibilità giuridica di un movimento.

 

Molti dei partecipanti, prendendo atto delle proposte, sottolineano la necessità di focalizzare quelle iniziative più pragmatiche e più facilmente realizzabili.

In particolar modo si è costatata la necessità della creazione di consulte, così come statuto del Parco prevede, e di farsi tramite, verso l’ente, di questa impellenza, in modo da mantenere quel minimo di concertazione sociale necessaria, quel confronto probabilmente mancato nella stesura dei progetti PIRAP. A tal proposito si è manifestata la speranza che il Parco consenta finalmente la visione al movimento di tali progetti, in modo da acquisire coscienza di talune opere previste, che lasciano, quanto meno, molti dubbi sulla loro utilità.

 

Si è ancora messa in luce la grave mancanza da parte dei sindaci della comunità del Parco, nel non aver fornito ancora al consiglio direttivo la componente politica propriamente detta, facendo riferimento ai 5 membri della comunità del Parco non ancora scelti per questioni di mera bottega, inficiando in tal modo il lavoro di suddetto organo che tra le tante cose dovrebbe anche varare il regolamento attuativo del piano urbanistico del Parco, cosa non da poco, vista l’aria che tira da queste parti e la confusione normativa in materia edilizia.

 

Nella lunga mattinata s’è discusso molto, si sono affrontate le spinose tematiche legate all’abusivismo e il condono, e di come bisognava proporsi rispetto a tali problematiche. L’opinione di Cittadini per il Parco è salomonicamente quella di valutare caso per caso, tutelando principalmente paesaggio e sicurezza pubblica, abbattendo ciò che può inficiare tali necessità ma anche auspicando il condono là dove questo possa essere attuato.

 

Dalla discussione è inoltre scaturita la necessità di avvicinare i cittadini al Vesuvio e la sua complessità, permettendo una libera e sicura fruizione della sentieristica ufficiale, ma anche la creazione di ampie aree di verde fruibile e ricreativo e la presenza, sul territorio di ogni singolo comune del Parco, di una “Casa del Parco”, quale punto di informazione, cultura e riferimento per cittadini e turisti. È emersa comunque la volontà di portare i cittadini verso il Vulcano, non solo con lo scopo di conoscenza e libera fruizione ma anche di civico controllo di un territorio troppo spesso lasciato a sé stesso o a chi ne fa un uso fin troppo personale e illecito, e dove sembra che lo stato non riesca ad arrivare con le sue esigue forze dell’ordine.

 

Schematicamente il movimento riassume il suo programma in 10 proposte, 10 cose da fare o da proporre a chi di competenza, un decalogo di intenti da offrire a chi ha il compito e il dovere istituzionale di metterli in opera.

 

A seguire i dieci punti programmatici di Cittadini per Parco.

 

1) Effettuare, in collaborazione con l’ordine dei geologi, una ricognizione di tutta la sentieristica del Parco che, come sapete, non è manutenuta da anni e versa in uno stato di degrado e abbandono ed è, per molti tratti, impercorribile. L’esito di questi sopralluoghi dovrà produrre un dossier che verrà divulgato agli organi di stampa e consegnato all’ente Parco e ai comuni;

 

2) Effettuare un censimento di tutte le cosiddette micro-discariche disseminate nel Parco;

 

3) Effettuare sopralluoghi ed elaborare apposite relazioni tecnico – scientifiche sullo “stato di salute”, se così si può dire, delle grandi discariche storiche del Parco, monitorando il rischio che esse rappresentano e possono rappresentare per l’ambiente e la salute delle popolazioni residenti;

 

4) Individuare almeno 4 grandi aree verdi da attrezzare e proporre, affinché vengano destinate alla fruizione, regolamentata e controllata, da parte della popolazione, come momento di svago, di ristoro, di educazione ambientale e di riconciliazione tra uomo e natura;

 

5) Individuare 13 fabbricati rurali o beni architettonici di pregio (uno per ogni comune del Parco) da recuperare, restaurare e attrezzare per realizzare un circuito di “Case del Parco”, luoghi di informazione, cultura, punti di riferimento per la popolazione residente e per i turisti;

 

6) La verifica puntuale della congruità sociale e ambientale di tutti i progetti PIRAP approvati in via preliminare e da approvare in via definitiva;

 

7) La risoluzione della ormai quasi trentennale questione dei condoni edilizi in area Parco e nelle aree contigue. Facciamo chiarezza e mettiamoci un punto;

 

8) La individuazione e rimozione delle cause amministrative, burocratiche, legislative, superando ritardi, inerzie e omissioni, che impediscono di procedere agli abbattimenti stabiliti con sentenza definitiva del tribunale;

 

9) La istituzione delle Consulte del Parco, per dare concretezza al principio della partecipazione popolare ai processi decisionali, per avvicinare l’Ente Parco ai cittadini, per dare nuova linfa all’Ente Parco, per incalzare gli enti locali ad assumersi le loro responsabilità;

 

10) Dare più poteri, più autonomia, più risorse e più personale all’Ente Parco, per metterlo in grado di fare fronte ai suoi compiti istituzionali.

 

 

 

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  • : Movimento Cittadini per il Parco
  • Movimento Cittadini per il Parco
  • : Cittadini per il Parco è un movimento civico costituito da associazioni, imprenditori, professionisti, privati cittadini, che ha per obiettivo la piena e compiuta realizzazione delle finalità istituzionali dell’ente Parco nazionale del Vesuvio , .... vedi documento CARTA DI INTENTI
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