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19 giugno 2012 2 19 /06 /giugno /2012 21:03

L’idea di base è quella di dare un’idea generale dell’ambiente vesuviano, soprattutto a chi non ha cognizione della ricchezza e della diversità del paesaggio del nostro Vulcano.

Il percorso è un trekking di difficoltà medio-alta non tanto per il suo dislivello massimo, di circa 500 m. slm, ma per la sua lunghezza di oltre 20 km, per circa 8 ore di cammino effettivo e per la presenza di frane in alcuni punti del percorso e le sterpaglie che non mancheranno vista la stagione.

PeriploPeriplo.JPG

Ad ogni modo non si tratta di un itinerario proibitivo.

La partenza è da San Sebastiano al Vesuvio, all’apice di Via Panoramica Fellapane dove si potranno lasciare le auto, verso le ore 9.00 ma non più tardi per evitare l’arsura del pieno giorno e guadagnare quanto prima gli ampi tratti di sentiero boschivo. Ad ogni modo dal punto di partenza si ascende il Monte Somma attraverso il sentiero che sale lungo il crinale del “Sentiero delle capre” parallelo alla Castelluccia e sovrastante l’alveo Molaro. Lo si segue per i circa 2 km della sua irta strada per raggiungere l’incrocio col sentiero n°3 il cosiddetto Sentiero delle Baracche. Si segue verso nord tale sentiero che superando alcuni alberi caduti per le recenti piogge si  raggiungerà dopo circa sei km la “Traversa” nel comune di Somma Vesuviana, di lì si prenderà lo stradello di raccordo che condurrà al n°2 “I Cognoli di Ottaviano”. Tale stradello è la parte più difficile del percorso avendo due punti esposti di cui uno interessato da una frana molto ampia. Superato lo stradello si percorre la parte bassa del n°2 fino a largo Prisco, dove si congiungerà col n°1 fino allo slargo della Legalità da molti ancora noto come rifugio La Marca (che non esiste più da anni!). Questo potrà essere un punto di sosta dove riposarsi e rifocillarsi per il prosieguo del percorso. Dallo slargo si volge verso est per incontrare la storica strada Matrone il sentiero numero quattro del Parco, che ci porterà facilmente in discesa, con il Gran Cono alla spalle e L’isola di Capri di fronte, verso la pineta del Tirone.

PeriploPeriplo-3.JPG

 

La riserva naturale del Tirone/Alto Vesuvio sarà il nostro penultimo tratto di sentiero vesuviano che ci condurrà nella splendida pineta. Alla biforcazione del sentiero si salirà a destra seguendo il tratto di sentiero parallelo all’antico tragitto del trenino, quello che dall’Eremo portava alla stazione inferiore della funicolare. Usciremo alle spalle del ristorante “Douce atmosphere” dove, dopo un breve tratto di strada asfaltata,  prenderemo, all’altezza della sede storica dell’Osservatorio Vesuviano, il sentiero n° 8, il”Trenino a cremagliera” dal nome dello stesso treno che dalla stazione Cook, in località Lave Novelle ad Ercolano, saliva lungo il ripido pendio, spinto da una motrice a cremagliera fino alla stazione dell’Eremo. Anche in questo caso sarà opportuno fare attenzione per la ripida e sdrucciolevole discesa che porterà gli escursionisti fino al punto di partenza dove hanno parcheggiato i propri automezzi, sempre in Vai Panoramica Fellapane a San Sebastiano.

 

Consigli utili e attrezzatura imprescindibile.

Vista la durata del percorso e la stagione estiva si raccomanda i partecipanti di portare con sé almeno 2 litri d’acqua, una colazione a sacco, frutta e all’occasione integratori salini. Ci sarà inoltre un ampio tratto esposto al sole per cui cappelli, occhiali da sole e crema protettiva possono essere assai utili ma, allo stesso tempo, si consigliano pantaloni lunghi e antistrappo per i rovi e la sterpaglia varia del bosco.

 

NB: Per chi non fosse socio CAI (essendo quest’escursione in concomitanza con quella sezionale di Piedimonte Matese) potrà presentarsi con la stampa di questa scheda sottoscritta, quale liberatoria da ogni responsabilità per la guida, la sezione CAI di Piedimonte Matese e “Cittadini per il Parco” per eventuali danni a sé stesso e altri o a cose, procurato dal sottoscrivente.

 

 

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